2 settimane fai da te in Iran (3 di 4: Isfahan, Kashan e Qom)

Ci spostiamo verso nord nell’ultima settimana del tour classico dell’Iran.
Trovi qui le tappe precedenti: Teheran + Shiraz e Yazd + Verzaneh.

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5. ISFAHAN (2 notti)

Ci sono voluti pochi minuti per capire che Isfahan è una città ricca. Famiglie eleganti che passeggiavano sulla via pedonale vicino al nostro hotel su cui spiccavano fast food locali tutti con divise scintillanti. Ma è anche ricca di bellezze e di siti UNESCO.

A destra il palazzo Ali Qapu, in fondo la moschea Shah

La piazza Naqsh-e Jehan è una delle più belle che abbia mai visto. Ampia, verde e con al centro piscine e ai lati un palazzo e due moschee bellissime, con il bazar che corre tutto intorno sotto le colonne. Purtroppo entrambe erano in ristrutturazione e un’impalcatura occupava il cortile centrale della moschea Shah che mi ha impedito di fare belle foto.
Da visitare il palazzo di Ali Qapu per la stupenda vista sulla piazza, il giardino, i dipinti e i soffitti. Molto bella anche la facciata e la cupola della moschea Sheick Loftollah.
Una curiosità: a differenza del resto dell’Iran in cui raramente s’incontrano scocciatori – in genere qualcuno che si offre di fare da guida – sulla piazza sarete fermati in continuazione da gruppi di ragazzi. Si tratta di gentili studenti di inglese, che vi faranno delle domande sul vostro paese facendo un video e vi chiederanno un selfie.
Il bazar è un po’ una trappola per turisti (specie la parte che guarda sulla piazza) ma si possono trovare cose molto belle. Le miniature, i piatti e le lampade in metallo dipinto (mani kari), le scatole di legno e osso (chiedete di mostravi una sezione) e ovviamente i tappeti
Spostandosi a sud del fiume si raggiunge la zona armena
Ebbene sì ci sono chiese da vedere in Iran! L’interno cattedrale di Vank è spettacolare, e ha degli affreschi stupendi. Si trova dentro un centro, dove si possono vedere delle campane, un’interessante museo sulla storia armena in città e un pretenzioso museo del genocidio (che non dice quasi nulla). Anche la chiesa di Betlemme, poco lontano, merita una visita.

Dettaglio di un dipinto nella cattedrale di Vank

Un’attrazione di Isfahan sono i pue ponti pedonali, Sio Se e KhajuMe li avevano descritti come pieni di vita la sera. E lo erano. Tante persone a passeggio, famiglie a far picnic sulla riva del fiume. C’erano qualche musicista che suonava e cantava (non molto bravo), in molti ad ascoltare ma quasi nessuno che si muoveva. Per i nostri standard un po’ noioso, in verità. In generale, è la “night life” per divertirsi a mancare in Iran – cosa da tenere a mente prima di decidere una vacanza qui. 
Tra le altre cosa da vedere c’è il Monar Jonban, una moschea con una curiosità architettonica che attrae molti turisti. Presenta due piccoli minareti e quando uno viene “scosso” da una persona all’interno si muove anche l’altro. Non si sa perché, ma non crollano.
Se avete tempo, fate un salto anche alla moschea del venerdì (è a nord per cui un po’ isolata dal resto), che è un sito UNESCO.

6. KASHAN (2 notti)

A un prima vista Kashan è meno interessante di altre città. Ma le sue bellezze sono nascoste. A cominciare dalle cosidette “case storiche“, costruite da commercianti facoltosi nel XIX secolo. Molto bello il cortile della casa Tabatabaee Natanzi. Invece, la casa Borujerdiha aveva lavori di ristrutturazione in corso che ne rovinavano il fascino. 

Sentirsi Tony Stark in un hammam LOL

Quella che mi è piaciuta di più è stato l’hammam Sultan Amir Ahmad (ora non più funzionanate), da visitare sia all’interno che sul tetto. 
Merita una visita il bazaar, perché la sua architettura è una delle più belle de paese. In un’ala si trova una volta gigantesca e molto bella. Per caso siamo stati avvicinati da un negoziante che ci ha proposto di visitare il tetto (per una mancia di circa 2€).
La vista notturna è stupenda soprattutto per il santuario di Darb Zanjir illuminato di verde, un bel vedere. Da visitare anche all’interno, come in altre moschee gli specchi imperversano anche sulla cupola.
Molto bella è anche la moschea Agha Bozog per la sua architettura, anche se poco decorata. 

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Kashan è famosa in tutto il medio oriente per l’acqua di rosa, che viene usata come profumo, per bevande e addirittura gelati! 
Ma ci sono posti molto interessanti fuori dalla città. Abbiamo trovato un servizio taxi molto conveniente da parte del sig. Reza (il suo ufficio è vicino alla Ehsan Historical House) ovvero per mezzo milione di rial (circa 4€) per mezza giornata.

Una signora di Abyaneh con il tradizionale chador a fiori

La meta principale è stata la famosa Abyaneh, che ci molto deluso: si tratta di un villaggio chiaramente ristrutturato a scopo turistico (è a circa 1 ora e 1/4 di macchina da Kashan). La cosa più interessante è stato passare davanti al sito nucleare protetto da cannoni anti-aerei (niente foto!). 
Interessante la visita al giardino Fin, uno dei più ricchi di acqua visti in Iran, con un’interessante fontana sotto una cupola.
Divertente e rinfrescante è stato esplorare la città sotterranea di Nushabad.
La tappa più bella e la vera attrazione di Kashan (nel villaggio di Aran va Bidgol) è stata la visita al santuario di Hilal ibn Ali, la moschea più bella vista in Iran, con un tonalità di azzurro stupenda. Mi hanno colpito le foto dei soldati morti nella guerra con l’Iraq all’esterno dell’edificio, così come su molte strade della regione.
 

7. QOM

Uno degli episodi più avventurosi del viaggio è stato organizzare una sosta di qualche ora a Qom, la città santa degli sciiti iraniani.
Siamo scesi dall’autobus proveniente da Isfahan su una rotonda e abbiamo capito che l’autobus per Tehran ripartiva da un parcheggio lì vicino. Ma non c’era una vera stazione per cui niente deposito bagagli. Per farla breve, alla fine abbiamo trovato un guardiano che ci ha offerto come deposito… il portabagagli della sua macchina! Ci siamo dati appuntamento e scambiati i numeri di telefono (in Iran usavo una sim locale).
Da lì con uno snapp! ci siamo diretti a sud della città alla moschea di Jamkaran. Decisamente notevole e molto affollata. Il cortile è il più grande tra quelli visti in Iran. 
Il cuore di Qom è in centro e ruota intorno al santuario di Fatima Masumeh, sorella dell’imam Reza. Si tratta in realtà un complesso di edifici religiosi cui si accede da alcune porte di accesso con controlli di sicurezza.
Inizialmente sembrava non ci volessero far entrare in quanto non musulmani. E invece, dopo un quarto d’ora, ci hanno fatto capire che per noi la porta era un’altra (quello alla fine di Khyaban bahr street, segnatevelo) in cui alcuni volontari accompagnano gli stranieri dentro.  Il nostro ci ha dato delle spiegazioni ma anche detto che non potevamo entrare nelle moschee (anche se era giovedì); non ha accettato la mancia. 
Il complesso è enorme, c’è un padiglione che fa da accoglienza. Poi vari cortili con la bellissima moschea Azam e anche una casa dove ha vissuto Khomeini (tutti gli studenti del corano vengono a Qom).
Curiosamente, abbiamo visto più imam e mullah in 5 minuti qui, che in 2 settimane in Iran. Avvertenza: a Qom abbiamo sofferto il caldo peggiore in Iran; se venite in estate, fatelo non prima di metà agosto. 
Alla fine siamo tornati indietro e siamo riusciti a recuperare le valigie dal bagaiaio e prendere il bus per Tehran. Lì abbiamo trascorso l’ultima notte prima del volo di ritorno.

Leggi l’ultima parte in cui riepilogo l’organizzazione e i costi del mio viaggio in Iran

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